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La leggenda del lago Moro.

Tra le 10 cose da non perdere tra Valle Camonica e lago d’Iseo che trovi  qui sul nostro sito abbiamo inserito il lago Moro.

Il laghetto, ora riserva naturale, è un incantevole specchio d’acqua incastonato tra le montagne in cui si riflettono i colori di boschi e rocce circostanti.

D’estate le rive del lago si animano di bagnanti pronti a rinfrescarsi nelle sue acque e di amanti dei percorsi trekking alla portata di tutti. In un’ora scarsa si può percorrere il tracciato ad anello partendo dalla frazione di Capo di Lago.

Il lago Moro come molti altri laghi alpini, è di origine glaciale e deve il suo nome al colore scuro delle sue acque che riflettono le tonalità brune della locale pietra Simona.

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Inoltre il laghetto affonda le sue radici in una leggenda, piuttosto inquietante…

Nella notte dei tempi qui si trovava una conca fertile, con appezzamenti coltivati intervallati da prati in cui pascolava il bestiame.

Due sole erano le case presenti: una di proprietà di una ricca signora, l’altra di una povera contadina.

Entrambe le donne avevano messo al mondo da poco due bei bambini che dormivano placidi nelle loro culle.

In un tiepido giorno di primavera inoltrata, un viandante affamato e stanco bussò alla porta della casa signorile chiedendo qualcosa da mangiare e un giaciglio ove riposarsi per qualche ora.

Il vecchio, scacciato malamente dalla padrona di casa, scongiurò la donna di aiutarlo, di farlo almeno per amore del bimbo in fasce.

Fu tutto inutile… La donna rimase insensibile all’accorato appello e il viandante, sempre più stanco, si diresse lentamente verso la seconda dimora, sperando di essere più fortunato.

La casa che si trovò di fronte al termine del percorso era piccola ma soleggiata.

Il vecchio bussò senza ulteriori indugi alla porta. Dopo pochi secondi gli aprì una donna con un bimbo in grembo.

Vedendolo così stanco e provato, la contadina si fece da parte, lo invitò a entrare nella sua umile dimora e condivise con lui l’ultima pagnotta rimasta.

Il viandante la ringraziò per quel pane squisito, poi si diresse verso la porta.

All’improvviso si voltò e disse: “Prendi tuo figlio e fuggi immediatamente da qui. Una maledizione terribile è stata scagliata su questa conca… Scappa subito e sali più in alto che puoi!”.

La donna, spaventata, avvolse subito il piccolo nella copertina e corse fuori casa. Del viandante non vi era più traccia alcuna…

In quel preciso istante il cielo si rannuvolò, alcune gocce di pioggia cominciarono a cadere mentre i primi tuoni annunciarono un minaccioso temporale in avvicinamento.

Il paesaggio, fino a un attimo prima placido e solare, divenne di colpo infernale. I rivoletti di acqua si gonfiarono all’inverosimile e si trasformarono in torrenti dalle acque torbide.

Mentre la giovane arrancava verso l’alto, proteggendo quanto meglio poteva il piccolo, la conca cominciò a riempirsi di acqua e, dal basso, si udì propagarsi il pianto disperato del figlio della donna avara

La pioggia continuò a cadere copiosa fino a cancellare completamente la conca tramutandola in un lago dall’aspetto cupo.

Il lago Moro aveva così preso forma.

Il lago Moro e la sua leggenda

Nelle notti di luna piena si narra ancora oggi che sul fondo del lago appaia la sagoma di una culla, mentre nell’aria si diffonde il pianto sommesso di un neonato

Ti aspettiamo in Valle Camonica!

Barbara e Luca

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