Quarta e ultima tappa Sentiero Numero 1 – Alta Via dell’Adamello, per escursionisti esperti: dal rifugio Tonolini al rifugio Garibaldi e poi a Malga Caldea.

 

Partiamo come al solito di buon’ora dal rifugio Tonolini (2.467 mt) e iniziamo la salita per il passo di Premassone (2.847 mt), il punto più alto di tutta l’Alta Via dell’Adamello; ci precede un gruppo di bresciani. Il sole ancora non ci ha raggiunto e la luce a quell’ora regala immagini da cartolina. La salita è il solito zig zag tra massi granitici, ma non è particolarmente faticosa. Una volta in cima, finalmente ci troviamo al cospetto della montagna più alta di tutto il sentiero n. 1, l’Adamello (3.539 mt) con il suo gruppo di vette e il suo ghiacciaio: erano anni che ne sentivo parlare e che mi ripromettevo di raggiungerlo!

Dal Premassone possiamo già vedere sullo sfondo la nostra tappa intermedia, il rifugio Garibaldi, dove sosteremo per il pranzo. La discesa dal passo, abbastanza tecnica nella parte iniziale, sarà invece difficoltosa e snervante fino alla fine, come da consuetudine del resto. Giunti alla diga del lago Pantano (2.378 mt), non essendo in grado di valutare bene le nostre forze, e considerata tutta la strada che ancora ci attende prima di poter essere prelevati dall’auto e riportati a Bienno, accarezziamo per un attimo l’idea di evitare il successivo passo e la tappa intermedia, puntando direttamente ai laghi Benedetto e d’Avio attraverso la deviazione rappresentata dal sentiero n. 12. Ma il desiderio di completare il percorso “storico”, e di compensare così tutte le nostre precedenti fatiche, alla fine hanno la meglio. Affronteremo quindi l’ultima salita: il passo del Lunedì (2.535 mt). I nostri dubbi ed esitazioni vengono comunque fugati dalla maestosa vista che si apre una volta raggiunto il valico: possiamo infatti quasi toccare la vedretta del Venerocolo! Il dislivello fino al rifugio Garibaldi è minimo e attraversiamo i torrenti generati dall’erosione del ghiacciaio. Dopo aver superato lo sbarramento idroelettrico del lago Venerocolo, arriviamo al rifugio Garibaldi (2.550 mt) per la pausa pranzo, capolinea di un’avventura iniziata circa 60 km prima.

Tuttavia resta ancora molto da camminare prima di poter riprendere la strada per Bienno. Scenderemo per il sentiero fino agli invasi idroelettrici dei laghi Benedetto e d’Avio (1.900 mt), per poi raggiungere Malga Caldea (1.584 mt) e, accompagnati dalla pioggia, la località Case di Bedolina (1.351 mt), dove finalmente Barbara ci preleverà con l’auto dopo circa 10 ore di escursione.

Che dire? Una bella – anche perché sudata fino all’ultimo – avventura che consiglio di intraprendere seguendo le 5 tappe suggerite dalla guida (mi riferisco al tracciato “storico” fino al rifugio Garibaldi: le tappe, infatti, sono ormai diventate 7, in quanto il percorso è stato allungato fino a Edolo), se non si è ben allenati. Ad ogni rifugio, è comunque possibile interrompere l’escursione e scendere a valle. Il sentiero è ben segnalato, soprattutto nelle zone soggette a nebbia, dove i segnavia sono posti ogni due metri per consentire agli escursionisti di trovare la strada.

Mi è stato detto che non si può capire la Valle Camonica se non si percorre l’Alta Via dell’Adamello: possiamo allora concludere che un marchigiano e un toscano siano riusciti a superare la prova, pur non conoscendo l’idioma locale?

Luca

(Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello, 16 agosto 2016)

Sfoglia online  la guida al Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello, pubblicata dal Parco Regionale dell’Adamello , con tutte le indicazioni necessarie per percorrerlo, che trovi qui sotto

e consulta le precedenti tappe dell’itinerario trekking per escursionisti esperti:

1° tappa Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello

2° tappa Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello

3° tappa Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello

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