3° tappa Sentiero Numero 1 – Alta Via dell’Adamello, per escursionisti esperti: dal rifugio Prudenzini al rifugio Tonolini, 15 agosto 2016.

Partiamo verso le 7,00 dal rifugio Prudenzini, il tempo è buono e ci precedono due camuni, padre e figlio, che avevamo conosciuto al rifugio Maria e Franco. A un certo punto, però, li vediamo tornare indietro: il padre non è convinto della direzione presa. Infatti, cartina alla mano, ci rendiamo conto dell’errore.

Tornando sui nostri passi, individuiamo il segnale per il passo Miller che – chissà come mai – non avevamo notato alla partenza. Abbiamo perso una buona mezz’ora ma dobbiamo ringraziare questi due camuni, perché altrimenti avremmo senz’altro impiegato molto più tempo a renderci conto della “svista”.

Pure la salita al Miller (2.818 mt) del Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello non è uno scherzo: sono circa 600 mt di dislivello che ci impegneranno per quasi 2 ore.

Il lato positivo è che la affrontiamo di prima mattina, con la mente e le gambe fresche. La salita “impegnativa” (secondo la guida) risulta essere, nell’ultima parte, la canonica “scalata” verticale su grossi blocchi granitici, alternata questa volta a qualche tratto pianeggiante. Il passo è piuttosto stretto e scosceso: costituisce il confine tra i due circhi glaciali delle valli di Salarno e Miller.

La discesa al rifugio Gnutti, che scorgiamo in lontananza adagiato sul lago Miller, nell’omonima valle, quasi 700 mt di dislivello, rappresenta, come al solito, un “calvario” fisico e psicologico dove, per via del mio ginocchio ballerino, sono costretto a procedere lentamente con le bacchette tra un masso e l’altro, maturando così un consistente ritardo rispetto al gruppo che mi precede.

L’arrivo al Gnutti (2.166 mt) per il pranzo, dopo circa un’ora e mezza di discesa, nonché il maestoso paesaggio che ci circonda, compensano ancora una volta tutte nostre pene percorrendo il Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello. Da qui al rifugio Tonolini, dove pernotteremo, il percorso risulterà essere agevole su sentiero e per nulla impegnativo.

Tuttavia, le condizioni meteo, fino ad ora indulgenti con noi, stanno lentamente cambiando in peggio. Lungo il cammino, ci accompagna una sorta di itinerario didattico, cadenzato da cartelli che illustrano le varie campagne delle prima guerra sul fronte italiano, interessante e ben fatto, soprattutto perché non si limita al mero compito didascalico ma descrive anche le assurdità commesse da una classe dirigente di ufficiali totalmente inadeguata, responsabile di aver mandato al macello centinaia di migliaia di poveri contadini in inutili assalti e offensive!

Scendiamo verso il passo del Gatto e vediamo con una certa apprensione nuvoloni neri accompagnati da qualche tuono, che però scivoleranno nella vallata limitrofa senza interessarci minimamente. Riprendiamo a salire e giungiamo al rifugio Baitone (2.281 mt), dove ci sorprende l’ennesimo invaso idroelettrico: in Valcamonica ce ne sono almeno una cinquantina e generano una porzione significativa di tutto l’idroelettrico italiano. E’ l’ “oro bianco” dei camuni. L’acqua di questi invasi appare cristallina come quella delle coste sarde e, quando il sole è forte, si è tentati di tuffarcisi dentro per una rinfrescata, col rischio certo, però, di congelarsi in pochi secondi.

La salita prosegue fino al rifugio Tonolini (2.467 mt), anch’esso fiancheggiato da un altro bacino idroelettrico, il Lago Rotondo, dove arriviamo verso le 17.00, dopo circa 9 ore di escursione. Una volta tanto, giungiamo a destinazione con un certo anticipo e possiamo quindi permetterci di fare le nostre cose con calma e di rilassarci un po’ prima di cena.

E’ il rifugio più bello e caratteristico, nonché accogliente, tra quelli visitati finora, qualità che pongono in secondo piano il fatto di non poter usufruire della doccia calda a causa di un guasto tecnico. La nostra soddisfazione aumenta quando il maltempo, preannunciato a mezzogiorno, si materializza con una forte pioggia un’ora dopo l’ingresso nel rifugio.

Luca

Prenota il soggiorno al B&B L’orto di BaLù
Consulta le precedenti tappe dell’itinerario trekking per escursionisti esperti:

1° tappa Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello

2° tappa Sentiero Numero 1 Alta Via dell’Adamello

Scarica la brochure completa del Sentieto Numero 1 ‘Alta Via dell’Adamello

Print Friendly, PDF & Email